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Novembre 5, 2007

 

L’arte serve all’uomo per elevarsi spiritualmente, innalzarsi al di sopra di sè stesso, per usare ciò che noi definiamo >libero arbitrio<” A. Tarkovskij

I film sono come meteoriti caduti dal cielo, recanti in sè stessi il loro inizio e la loro fine. Sono universi imperfetti che apportano le loro proprie certezze, illusioni, valori. Il loro motore è un Orologiaio, un unico Autore perfetto, che li spinge alla creazione per salvarsi dall’oblio. La loro originalità creativa è una forma che crea e incuriosisce sia che essa si concentri  verso l’innovazione o verso la caducità.

Nel cinema la nozione di “autore”  è simile a quella di un autore in letteratura o in pittura: un uomo che gestice la propria opera, nella quale c’è lui stesso, la sua interezza. La pressione a cui è sottoposto non è un eccezione. Ogni vero artista è sempre sotto pressione e non lavora mai in consizione ideali. Forse se lavorasse in condizioni ottimali  non esisterebbe il suo lavoro; perchè l’artista non lavora in un vuoto senz’aria. Una pressione deve esserci, non si sa dire di che tipo, ma deve esserci. E l’artista esiste proprio perchè il mondo non è perfetto, e l’arte non sarebbe necessaria a nessuno se il mondo fosse regnato dall’armonia e della bellezza.

L’uomo non cercherebbe l’armonia in altre attività, vivrebbe in essa.

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